Qatargate ombra Commissione Europea
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Il Qatargate
coinvolge anche la Commissione:
il caso imbarazzante
che chiama in causa Von der Leyen

L’ombra del Qatargate si allunga sulla Commissione europea.
Da quello che trapela, l’inchiesta giudiziaria sulle presunte mazzette dal Qatar e dal Marocco per influenzare le scelte dell’Ue resta confinata al Parlamento europeo, ma emergono diversi aspetti che riguardano invece Palazzo Berlaymont e che non sono del tutto chiari.
Secondo rivelazioni de La Stampa confermate a Bruxelles, l’ex commissario Ue all’immigrazione, il greco Dimitris Avramopoulos, ha percepito un compenso di 60mila euro per la sua attività di componente del board di Fight impunity, la ong fondata da Antonio Panzeri, ex eurodeputato arrestato il 9 dicembre scorso.

La Stampa riporta:

“Due conferenze – una online e una in Grecia – e un articolo scritto su un sito web.
Sono queste le uniche tracce del lavoro di «promozione attiva delle attività dell’associazione Fight Impunity» per il quale Dimitris Avramopoulos ha ricevuto un compenso di 60 mila euro”.

Qatargate: l’ombra sulla Commissione Europea

L’ex commissario europeo ha infatti confermato le notizie pubblicate che investono la Commissione e ha ammesso di aver ricevuto 5 mila euro al mese per un anno dall’Ong di Antonio Panzeri, finita al centro dell’inchiesta della procura di Bruxelles perché considerata una «centrale del riciclaggio».
Soltanto che l’interessato parla di “complotto”.

Imbarazzo in Commissione
Avramopoulos grida al complotto

Avramopoulos

“C’è uno sforzo organizzato da parte di alcuni ambienti in Italia per distorcere l’immagine della mia partecipazione completamente legale e formale a Fight Impunity”.  L’obiettivo ?” indebolire la candidatura che ho presentato alla carica di Rappresentante Speciale dell’Unione Europea nel Golfo Persico”

L’ex commissario si discolpa,
ma dovrà chiarire

“La mia partecipazione all’organizzazione Fight Impunity è stata fin dall’inizio senza responsabilità esecutive o manageriali- ha dichiarato all’Ansa
”Il comitato a cui ho partecipato, con personalità come Federica Mogherini, l’ex premier francese Bernard Cazeneuve e la senatrice Emma Bonino, tra gli altri, era del tutto onorario”.

Avramopoulos
chiama in causa
Ursula von der Leyen

Lo ha dichiarato l’ex commissario europeo Dimitris Avramopoulos all’agenzia di stampa greca Ana-Mpa, spiegando che

“per la mia partecipazione e il compenso che l’accompagnava ho chiesto l’approvazione della Commissione europea, che mi è stata data per iscritto dalla presidente Von der Leyen”.

L’Ong non era iscritta al registro Ue della trasparenza.
Un dettaglio non da poco che sta creando un notevole imbarazzo ai piani alti del Palazzo Berlaymont.
Tanto che l’esecutivo Ue ha subito annunciato un’indagine interna per verificare eventuali comportamenti non corretti da parte del politico di nazionalità greca.
Avramopoulos ha lasciato l’incarico di membro onorario del board dell’Ong il giorno stesso degli arresti.

FONTE: Secolo d’Italia

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