mascherine non obbligatorie nei luoghi di lavoro
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È il datore di lavoro, con le Rsa e il medico competente, a decidere quali lavoratori sono tenuti a indossare la mascherina FFP2 al lavoro. Per gli altri lavoratori l’uso è facoltativo: se decidono d’indossarla è il datore di lavoro che gliela deve fornire

di Daniele Cirioli

Mascherina non sempre obbligatoria

È il datore di lavoro, con le Rsa e il medico competente, a decidere quali lavoratori sono tenuti a indossare la mascherina FFP2 al lavoro. Per gli altri lavoratori l’uso è facoltativo: se decidono d’indossarla è il datore di lavoro che deve fornirla. A stabilirlo è il protocollo sottoscritto ieri tra i ministri del lavoro, della salute, sviluppo economico, Inail e parti sociali che aggiorna le misure anti-Covid negli ambienti di lavoro fino al 31 ottobre e che sostituisce con la FFP2 la «mascherina chirurgica» quale Dpi (dispositivo di protezione individuale) delle vie respiratorie. Tra i nuovi obblighi, i datori di lavoro devono aggiornare i protocolli aziendali previa consultazione delle rappresentanze sindacali e sentito il medico competente e istituire un «Comitato» per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo (sempre con le Rsa).

L’uso delle mascherine. Finora i lavoratori hanno dovuto tenere la «mascherina chirurgica» al lavoro, perché indicata nel precedente protocollo quale «dispositivo di protezione» delle vie respiratorie anti-Covid e resa obbligatoria per tutti i lavoratori. In base al nuovo protocollo, invece, il «dispositivo di protezione» delle vie respiratorie anti-Covid è la mascherina filtrante FFP2: presidio per la tutela della salute dei lavoratori, soprattutto in contesti di lavoro in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove non c’è il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative. Quanto all’uso, il protocollo non stabilisce più un preciso obbligo, ma rimette al datore di lavoro il compito di individuare, in collaborazione con il medico competente, in base alle specifiche mansioni, i «gruppi particolari di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (FFP2), avendo particolare riguardo ai soggetti fragili sulla base delle valutazioni del medico competente». Una volta fornita come Dpi, ne deriva per il lavoratore l’obbligo d’indossare la mascherina FFP2. Agli altri lavoratori, non individuati dal datore di lavoro quali destinatari del Dpi-FFP2, l’uso della mascherina è facoltativo: possono indossarla o meno, come possono indossare una FFP2 o la mascherina chirurgica. Unica condizione è che il datore di lavoro assicuri, nei luoghi di lavoro, la disponibilità di FFP2 per consentire ai lavoratori l’utilizzo nei contesti di maggior rischio.

Gestione appalti. Due novità in caso di appalti, per cui c’è presenza di lavoratori di terze aziende nello stesso sito produttivo del committente (manutentori, fornitori, etc.). La prima: l’azienda committente è tenuta a dare all’impresa appaltatrice un’informativa completa dei contenuti del protocollo aziendale, nonché a vigilare affinché tutti i lavoratori (quelli propri e quelli di aziende terze), rispettino integralmente le norme. Seconda novità: se un lavoratore dell’appaltatore risulta positivo al Covid, l’appaltatore deve informare immediatamente il committente per il tramite del medico competente.

Fonte:https://www.italiaoggi.it/news/mascherina-non-sempre-obbligatoria-in-azienda-2568581

Mascherina non sempre obbligatoria in azienda