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La Storia umana è fatta di cicli che periodicamente portano all’oscurità e tornano alla luce,

Questi cicli non riguardano sempre l’intera umanità ma quasi sempre sono sovrapposti e sfasati nelle varie aree culturali e quindi geografiche.
Oggi si fa un gran parlare delle “elite” che governano e spingono i popoli verso direzioni stabilite a tavolino, secondo un piano di dominio che dovrebbe portare alla completa eliminazione dell’individuo e delle sue potenzialità.
Ma viene da chiedersi perché poche persone riescono a forzare in modo spesso brutale miliardi di altre persone ad accettare questa schiavitù?

Perché nel corso della Storia le masse risultano sempre perdenti nei confronti di queste minoranze?

Ebbene, credo che il motivo principale derivi da una differenza sostanziale e intima tra questi personaggi e le masse che sono oggetto delle loro attenzioni.

Le differenze

Tale differenza, prendendo a prestito concetti espressi da Don Juan Matus, è quella che passa tra un “guerriero” e un uomo comune.
So che il paragone sembra azzardato, poiché il guerriero è un individuo che opera secondo principi conformi alle Leggi Universali e, come tale, viene percepito come un essere puro, volto al bene.

Ma, nella tradizione sciamanica, è anche chiaramente evidenziato come le forze nelle quali siamo immersi non riconoscono il concetto limitato di bene e male, sono forze neutre, potenti e indifferenti alla nostra visione polare della realtà.
Chi percorre questo cammino con “intento impeccabile” attiva queste forze secondo la propria intenzione, indipendentemente dal fatto che essa sia moralmente o eticamente “buona”.

Queste persone dedicano la vita, anzi più vite, a un progetto che nasce da una visione del Mondo in cui credono in modo assoluto, hanno il coraggio di giocarsi il tutto per tutto, ogni volta, hanno la pazienza e la determinazione di pianificare cambiamenti in archi temporali enormi, hanno fede incrollabile e sacrificano qualunque cosa a questa “fede”.
Sanno usare le forze cosmiche con un intento impeccabile e sempre concentrato.
Di contro noi, massa indistinta definita non a caso “gregge del Signore” non siamo capaci di vivere pericolosamente, non accettiamo la morte come compagna quotidiana, evitiamo il rischio, restiamo fermi allo stadio di bambini e viviamo di desideri e necessità infantili,

Come dicevo, periodicamente questi cicli raggiungono un picco negativo, in cui il Male spinge le persone ad un limite, che è quello della morte e della rinascita e la nostra reazione a ciò fa la differenza per il verificarsi del ciclo successivo.
Questo è il motivo per cui ad ogni ciclo sembra non cambiare nulla.

Il Male non può essere sconfitto sul piano materiale e con schemi passivi.

L’evoluzione

La maggior parte delle persone reagisce alle situazioni contingenti con l’intento di rimuoverle e ripristinare lo stato precedente.

Il desiderio è sempre quello di combattere il Potere per prenderne il posto, di ribaltare la piramide della ricchezza e vendicare le ingiustizie.

Tutto ciò si mantiene, però, su un piano sul quale noi non abbiamo potere e quindi ci rende sempre vittime, nonostante alcune temporanee vittorie.
Questa tattica ci fa perdere il dono che questi cicli ci portano, doni a cui accede solo una piccola minoranza.


La chiave è realizzare quel cambio di fase, quel “solve et coagula” che ci renderebbe inaccessibili a queste dinamiche, attivare le “reazioni termonucleari” che consumandoci definitivamente ci trasformerebbero in Soli radianti.

Il prezzo di questa operazione alchemica è terribilmente alto.

Si tratta di accettare la completa demolizione della nostra individualità, del nostro ruolo sociale, della nostra identità e abbracciare un percorso ignoto e apparentemente privo di meta.

La comprensione


L’importanza che diamo al nostro Mondo è la catena che ci inchioda a questi cicli di esistenza.
L’azione del Potere nella Storia giunge a noi per mostrarci che siamo cani da combattimento, in una arena e che questo ruolo lo scegliamo per paura di liberarci rinunciando alla sicurezza di una guida, anche se crudele.

Oggi, come in ogni altro ciclo precedente, molte persone hanno scoperto che esiste un confine che non intendono superare e questa consapevolezza li ha spinti in una direzione nuova rendendoli inaccessibili al ricatto anche a costo di rinunciare alla Vita.

Mai come in questa era meccanicistica, materialistica e relativista lo Spirito umano è bandito, ridicolizzato e ridotto a folklore.

E proprio qui sta la chiave interpretativa: l’evoluzione spirituale ci permette di demolire progressivamente gli assoluti che dominano le nostre vite, ci mostra i fili che ci muovono e la loro inutilità ai fini dell’evoluzione.
Questo è lo scopo ultimo per cui accadono certi fenomeni, questa la dimostrazione che tutte le prove che la Vita ci pone sono come i gradini di una scala evolutiva.

L’attivazione dello Spirito e il conseguente “decollo” della nostra percezione è il fine ultimo.

Fino a che saremo gregge, pastori o lupi non avremo scampo, ma se avremo il coraggio di diventare guerrieri allora saremo inaccessibili, responsabili e liberi.

E.N.

Il pastore vince sempre
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