Garante Privacy contro il modello cinese
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Le istruttorie avviate dall’Autorità riguardano una serie di progetti promossi da soggetti pubblici e privati, che prevedono l’assegnazione di punteggi anche riguardo a raccolte di dati conferiti “volontariamente” dagli interessati.

Sotto la lente del Garante per la privacy diversi enti locali che stanno mostrando un interesse crescente per iniziative basate su soluzioni di tipo premiale che fanno ricorso a meccanismi di scoring associati a comportamenti “virtuosi” del cittadino in diversi settori (ambiente, fiscalità, cultura, mobilità, sport).

Le istruttorie avviate dall’Autorità, sia d’ufficio sia su segnalazione, riguardano una serie di progetti promossi da soggetti pubblici e privati, che prevedono l’assegnazione di punteggi anche riguardo a raccolte di dati conferiti “volontariamente” dagli interessati.

Gli interventi dell’Autorità si sono resi necessari a causa dei rischi connessi a meccanismi di profilazione che comportino una sorta di “cittadinanza a punti” e dai quali possano derivare conseguenze giuridiche negative sui diritti e le libertà degli interessati, inclusi i soggetti più vulnerabili.

Progetto Pollicino a Bologna

L’Autorità si riserva l’adozione di eventuali provvedimenti conseguenti ai risultati delle istruttorie in corso. Un’istruttoria appena avviata riguarda il “Progetto Pollicino”, un’indagine statistica a carattere sperimentale – promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, dal Ministero della transizione ecologica e dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili – attraverso la quale il cittadino viene invitato a condividere i propri dati (apparentemente “in forma anonima”), per consentire un’analisi della mobilità.

Il progetto sperimentale registra gli spostamenti urbani di chi l’ha scaricata. Previsti premi per chi parteciperà.

Al termine dell’indagine, è previsto che il cittadino riceva premi offerti dai partner privati del Progetto. L’indagine interesserà per primo il Comune di Bologna. L’Autorità ha quindi richiesto chiarimenti alla Fondazione, al Comune di Bologna e ai Ministeri interessati per conoscere, in particolare, il ruolo dei soggetti pubblici e privati coinvolti, la base giuridica del trattamento, le modalità di funzionamento del sistema dell’app e i trattamenti ad essa connessi.

Smart citizen wallet sempre a Bologna

Un’altra istruttoria recentemente avviata su temi analoghi ha riguardato l’iniziativa “smart citizen wallet” del Comune di Bologna, nell’ambito della quale è previsto che i cittadini possano aderire su base volontaria ad un sistema che consente di accumulare “crediti” all’interno del proprio “walletC (portafoglio), da spendere accedendo ad una serie di premi/incentivi messi a disposizione dal Comune e da partner accreditati.

Carta dell’assegnatario degli alloggi di edilizia pubblica a Fidenza

In precedenza il Garante si è occupato di un progetto avviato dal Comune di Fidenza, che aveva introdotto, con proprio Regolamento, la cosiddetta “carta dell’assegnatario” degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Anche in questo caso, è previsto un meccanismo di scoring associato al comportamento tenuto dagli assegnatari degli alloggi, attraverso un sistema di punteggio finalizzato al riconoscimento di benefici e sanzioni, inclusa la risoluzione e/o la decadenza del contratto di locazione, con possibili conseguenze pregiudizievoli in capo a categorie di soggetti vulnerabili.

Nel richiamare tutti gli enti locali a valutare con la massima attenzione eventuali future adozioni di progetti di “social scoring” o sue derivazioni, il Garante ribadisce la necessità che queste iniziative siano sempre e comunque anticipate da puntuali valutazioni di impatto e rispettino i principi fondamentali del Regolamento Ue.

Fonte: Privacy Italia

Il Garante della Privacy contro il credito sociale cinese