Identità di genee
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Non conformità o variabilità di genere:
i nuovi termini dell’identità di genere

La “teoria gender” o “Teoria dell’identità di genere”, ha una terminologia ben identificata…

Cominciamo dalle basi

L’identità di genere non è legata né al sesso né all’orientamento sessuale: ecco un glossario dei termini da conoscere per una lingua più inclusiva.

Gender noncoformity o gender variance

L’identità di genere, il sesso e l’orientamento sessuale sono tre cose diverse fra loro.
Quando parliamo di non conformità o variabilità di genere parliamo di una condizione di discontinuità tra sesso e identità di genere.
Negli ultimi anni si è quindi sentita la necessità di trovare un lessico contemporaneo per rappresentare la complessità del concetto di gender nonconformity o gender variance.

Parole come cisgender, agender, non-binary stanno diventando sempre più comuni e conoscerne il significato può aiutarci a rispettare l’altro.
In Italia la discussione sull’identità di genere è molto più recente rispetto ai paesi anglosassoni ed è per questo motivo che molti dei termini che andremo qui a spiegare sono inglesi.

FONTE: studenti.it

In ottobre 2019 sono uscite le linee guida dell’OMS

Le nuove linee guida diagnostiche OMS
non definiscono più
la non-conformità di genere
come un disturbo mentale.

Dall’ultimo aggiornamento dell’International Classification of Diseases (ICD-11) l’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali per essere inserita in un nuovo capitolo, quello delle condizioni di salute sessuale.

Nell’ultima Assemblea Generale a Ginevra, la World Health Assembly, l’organo direttivo dell’OMS l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che rappresenta i 194 stati membri, ha aggiornato l’International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems (la cui sigla è ICD-11) decidendo che la transessualità non è più classificata dall’OMS come malattia mentale.
L’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei ‘disordini mentali’ dell’International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle ‘condizioni di salute sessuale’.

La scelta dell’OMS di lasciare comunque una descrizione della condizione di transessualità all’interno dell’ICD-11 è dovuta al considerevole bisogno di salute che le persone transgender possono avere, con questa modifica si è voluto far risaltare che la condizione di transessualità non può considerarsi una malattia mentale.

FONTE: stateofmind

Riprendiamo con la terminologia

Sesso, identità di genere
e orientamento sessuale

Partiamo dalle basi.
Come dicevamo sesso, identità di genere e orientamento sessuale sono tre cose diverse.

Con la parola sesso oggi ci si riferisce all’anatomia di una persona, mentre a metà del secolo scorso si indicavano anche altre qualità collegate al sesso di nascita.
A voler partire dalla definizione del vocabolario, il sesso è la categoria anatomo-biologica di appartenenza.
Con l’espressione identità di genere si indica la percezione che ognuno ha di sé e con l’espressione ruolo di genere si indica invece l’esternalizzazione della propria identità di genere.
L’orientamento sessuale indica invece le persone da cui un individuo si sente attratto.

Il sesso di una persona, quindi, non ci dice nulla rispetto alla sua identità di genere e al suo orientamento sessuale.

I termini usati fino al secolo scorso e la binarietà culturale che prevede le uniche due opzioni maschile e femminile non restituiscono invece la complessità attuale.
Che cosa vogliono dire termini cisgender, agender e gli altri?
Proviamo a fare chiarezza.

Identità di genere

L’identità di genere non c’entra né con l’anatomia né con il genere di persone verso cui ci sentiamo attratti ma solo con la percezione che abbiamo di noi stessi.

Negli ultimi anni ci imbattiamo sempre più spesso in termini che stanno diventando molto comuni.
Ma cosa rappresentano?

Cisgender

Uno dei termini che si legge più di frequente è cisgender. Con il termine cisgender si indica un individuo la cui identità di genere  biologico individuato alla nascita, ed è un sinonimo di cisessuale.
L’espressione è entrata nell’uso comune a partire dagli anni Novanta ed è nata nella comunità transgender per identificare le persone che sperimentavano una corrispondenza tra sesso biologico alla nascita e identità di genete.
Per quanto riguarda l’etimologia: è composta dalla parola gender (genere) e dal prefisso cis il cui significato latino è al di qua, da questa parte.

Quindi per farla breve, Cisgender:

indica un individuo che si riconosce con il sesso biologico individuato alla nascita.

Transgender

Il termine transgender include la preposizione latina trans, che significa “al di là”: una persona trasngender è quindi una persona che si riconosce nel genere opposto rispetto al sesso biologico.

Per rivolgersi a una persona transessuale si utilizza il pronome corrispondente alla sua identità di genere e non al sesso biologico.

Quindi con il termine Transgender si indicano:

coloro che si riconoscono nel genere opposto rispetto al sesso biologico.

Transessuale

Il significato si riferisce a:

Persone che si sottopongono alla transizione da un sesso all’altro e ci si rivolge loro utilizzando il pronome corrispondente alla loro identità di genere e non al sesso biologico.

Non -Binary

Si tratta di individui che non si riconoscono in un sistema che si divide solo nei generi maschile e femminile.
Le persone che si riconoscono in un’identità non binaria possono identificarsi in entrambi i generi.

Persone che non si riconoscono in un sistema in cui esistono due soli generi.

Genderfluid

Essere genderfluid vuol dire identificarsi a volte nel genere femminile, a volte in quello maschile, altre nel genere neutro: l’identità di genere non è costante nel tempo ma è in cambiamento fluido, varia tra le diverse possibilità.

Questo termine quindi si riferisce a:

Chi si identifica a volte nel genere femminile, a volte in quello maschile, altre nel genere neutro.

Gender questioning

Chi si interroga ancora sulla propria identità di genere.

Agender

Persone che si rifiutano di identificarsi in un genere.

A questi è opportuno aggiungere la sigla LGBTQ+, che riunisce sotto di sé lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e in generale le persone che non si identificano nel sistema binario.
Alla sigla si aggiunge una i per includere le persone intersessuali (persone con alcuni caratteri sia maschili che femminili).

La questione linguistica

La complessità relativa all’identità di genere apre le porte a una sfida linguistica.
Nei paesi anglofoni è più semplice risolvere la questione: per le persone che non si identificano in un genere binario, che sono genderfluid e genderqueer si può usare il pronome they (essi), invece che il maschile he o il femminile she, e usare i verbi al singolare; gli aggettivi, inoltre, non vengono declinati a seconda del genere.  

In italiano la questione è molto più complessa e non si è ancora arrivati a una regola univoca.
C’è chi usa la @, chi l’asterisco e chi lo schwa ə, che a livello fonetico è una vocale intermedia tra quelle esistenti e il cui uso potrebbe aiutare a rendere l’italiano una lingua più inclusiva.

FONTE: studenti.it

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