Chi lavora in ospedale non ha dubbi
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Chi lavora in ospedale non ha dubbi:«Positivi ricoverati per altre cause, quasi tutti asintomatici»

Di Sarina Biraghi – Con gli 86.334 contagiati di ieri gli italiani positivi al Covid sfiorano il milione,

il tasso di positività è triplicato in un mese mentre secondo il rapporto settimanale dell’Istituto superiore di Sanità

la quota delle reinfezioni sale del 9,5% ed il tasso di mortalità per i non vaccinati è 7 volte più alto rispetto alle persone che hanno fatto la dose booster del vaccino.

Anche se in terapia intensiva i ricoveri sono saliti del 2,6% e nei reparti ordinari del 10% non c’è un vero allarme pandemia.

 Molti, infatti, arrivano in ospedale con altre patologie e soprattutto un gran numero di positivi sono asintomatici.

Come ha spiegato il presidente nazionale del Servizio sanitario di urgenza ed emergenza medica 118, Mario Balzanelli,

«nelle strutture di pronto soccorso vengono rilevate moltissime persone positive al virus del tutto asintomatiche. Sono persone che arrivano per accompagnare minori o anziani, o per fare medicazioni, e che devono fare il tampone come previsto per chiunque arrivi in un pronto soccorso».

È un fenomeno, aggiunge, che si sta osservando «da alcune settimane» e sul quale «non sono ancora disponibili dati unitari», ma che può essere considerato l’indice di una «circolazione virale elevatissima».

Evelina Tacconelli,direttrice dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona spiega chiaramente:

«Crescono le reinfezioni e i ricoveri, oggi il reparto è pieno di pazienti positivi, ma di fatto non li stiamo trattando per il Covid e questa è una differenza enorme. Se non fossero positivi, sarebbero in altri reparti come geriatria, visto che molti di loro sono anziani con problemi di disidratazione o Alzheimer. Per non diffondere il contagio tra gli altri pazienti, li teniamo qui».

Insomma, «stiamo parlando di una malattia che oggi non ha impatto sul sistema ospedaliero e sulla popolazione sana»

e più che di ondata di casi, secondo la Tacconelli di tratta di

«un’ondata di tamponi positivi, che sono al livello della prima e della seconda ondata. Ma, a differenza di allora, non hanno impatto sulla mortalità».

E se l’assessore regionale del Veneto, Manuela Lanzarin, dice che stanno lavorando per essere pronti ad attivare servizi sanitari di assistenza già alla fine dell’estate,

nel frattempo l’azienda ospedaliera di Padova segnala che negli ospedali cittadini l’83% dei ricoverati per altre patologie ha anche il Covid in forma asintomatica cioè il cosiddetto «Covid per caso».

Di conseguenza c’è anche molta difficoltà a dimettere gli anziani ricoverati che hanno superato la fase acuta perché nelle Rsa mancano gli spazi dedicati.

In una regione, come la Sicilia, già affollata di turisti, anche per l’assessore alla Salute, Ruggero Razza «il virus circola tanto ma le patologie respiratorie correlate al Covid sono meno gravi»

. Infatti, più della metà dei 774 pazienti attualmente in area medica è stato ricoverato per motivi diversi dal Covid e ha scoperto la positività solo dopo il tampone eseguito in ospedale.

Ecco perché nei prossimi giorni il tavolo tecnico istituito da Razza varerà un nuovo modello che prevede «bolle» (come già fatto negli ospedali bolognesi, Policlinico Sant’Orsola e Maggiore) in tutti i reparti degli ospedali, con stanze di isolamento per positivi asintomatici o con pochi sintomi ricoverati per altre patologie.

Ulteriore conferma arriva dalla Società italiana dei rianimatori (Siaarti) guidati dal siciliano Antonello Giarratano8 ricoveri su 10 in Terapia intensiva Covid sono legati ad altre patologie.

La Verità

Fonte: LA PEKORANERA

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